LA FORTUNA DI AVERE IL LATTE!

Questa settimana sul nostro blog lasciamo la parola all’ostetrica Valentina Vivirito per fare chiarezza su un argomento caro a chi sta per diventare mamma.. LA FORTUNA DI AVERE IL LATTE!

Oggi con questo nuovo articolo, entriamo nel vasto e incredibile mondo dell’ALLATTAMENTO.

Quando Elena mi ha detto di pensare al prossimo argomento per il blog di Verdi Desideri, non potevo non dedicare l’articolo a un tema che fa sicuramente discutere molto sui social e non solo, soprattutto visto che è in corso la Settimana Mondiale dell’Allattamento Materno (SAM). Ci sarebbe molto da scrivere a riguardo, ma andiamo per gradi e iniziamo parlando di un problema che affligge la maggior parte delle neomamme. Una condizione che ha colpito anche tante nonne ai loro tempi di neomamme, e che si è sparsa a macchia d’olio. Sto parlando della sfortuna di NON AVERE IL LATTE!
Si esatto la sfortuna, perché al giorno d’oggi si crede che avercelo, sia un grande privilegio.
E allora cosa si fa quando si vede che questo benedetto, e diciamolo, enorme seno non produce latte?

Non risponderò a questa domanda perché il vero problema non è questo. Come Ostetrica sono tenuta, tra le tante altre cose, ad informare ed è giusto che vi dica che è fondamentale partire convinte, già dalla gravidanza di una cosa… non è una fortuna avere il latte!
E’ assolutamente naturale e spontaneo. Se non arriva o non prende il via la sua produzione, le cause possono essere molte altre. Una volta individuato il motivo, grazie anche all’aiuto e il sostegno di un’Ostetrica esperta, ne farete da vendere!!

Perché dico che è naturale, perché siamo mammiferi. Ok, bella scoperta direte, ma sapete cosa distingue i mammiferi dalle altre classi animali?! Il fatto che allattano i loro piccoli. E’ un’azione assolutamente fisiologica come quella di produrre saliva o succhi gastrici. Le ghiandole mammarie si attivano dopo il parto, dopo l’espulsione della placenta che fino ad allora con il progesterone che produceva, teneva a bada la produzione di prolattina (ormone responsabile della produzione del latte) e quindi una volta che viene “eliminata”, la prolattina ha il via libera per formare tutto il latte del mondo. No del mondo no, ma la quantità e la qualità giusta per il vostro piccolo.

Però è vero. Ci sono delle condizioni, rare, in cui una donna potrebbe effettivamente non essere in grado di produrre latte. Stiamo parlando per esempio dell’ IPOPLASIA DEL SENO ovvero una ridotta formazione e maturazione della ghiandola mammaria. Il dubbio dovrebbe sorgere dal momento in cui si nota che durante il ciclo mestruale il seno non cambia di dimensione o consistenza (nel periodo pre-mestruale il seno si ingrossa e diventa più turgido e dolente), oppure se durante la gravidanza non ha mostrato nessun cambiamento.
In questo caso il sospetto potrebbe farvi pensare che magari non sarà in grado di produrre latte, ma la bella notizia è che spesso questi seni hanno dimostrato l’esatto contrario! Basta provarci e avere fiducia nel nostro corpo (averle piccole non significa che sia poco sviluppato, non fatevi prendere dal panico!).

Altro motivo può essere la RITENZIONE PLACENTARE. Magari durante l’espulsione della placenta, questa non viene eliminata del tutto e un piccolo frammento rimane nell’utero. Come abbiamo detto prima, la placenta produce progesterone che blocca la produzione di latte. Ovviamente se questo dovesse succedere ci sarebbero molti altri segnali che farebbero sospettare questa condizione, ma l’importante è saperlo, scoprirlo e rimuovere il frammento (uomo avvisato…).

Poi abbiamo la SINDROME DI SHEEHAN (sindrome spaventa lo so, ma purtroppo si chiama così). E’ una condizione molto rara causata da una forte emorragia durante il parto che determina un danno all’ipofisi, ghiandola che si trova alla base del cervello che produce la “santa” prolattina. Anche l’IPOTIROIDISMO NON TRATTATO può portare a un’insufficienza ghiandolare, come anche il DIABETE NON TRATTATO e la SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO INSULINO RESISTENTE. Altra condizione estremamente rara, può essere determinata da un’assenza genetica di prolattina. Anche una radioterapia al cranio, eseguita magari per curare un tumore cerebrale, può portare a un danneggiamento della ghiandola ipofisaria (quindi niente prolattina).

Chiedo scusa! Tanti paroloni assolutamente inquietanti lo so, ma questo per dimostrarvi che in realtà il motivo più diffuso della “mancanza del latte” possono essere vari. Questo elenco di situazioni sicuramente patologiche, perché non siamo più nella fisiologia degli eventi, vi permetteranno di capire che non è una cosa poi così normale e facilmente realizzabile la mancanza di latte, ma la verità è che spesso e volentieri non viene posta attenzione a tanti altri particolari, che sembrano sciocchezze, ma che in realtà sono fondamentali per l’avvio dell’allattamento.

Ci sono veramente tante cose che possono far partir male un allattamento, ma purtroppo non riuscirò a prenderle in esame tutte in questo articolo, ne elencherò solo alcune.
Prima fra tutte è la non voglia di allattare al seno. Si sa che l’allattamento al seno è la scelta migliore per mamma e bambino ecc., siamo sommerse da queste informazioni, ma io personalmente e professionalmente, mi rendo conto che se anche una cosa è effettivamente buona, ma una persona non si sente di farla, è liberissima di decidere. La forzatura spesso non produce buoni risultati. Quindi se una mamma non ha voglia dal principio di allattare al seno il suo piccolo, perché ha le sue giustissime motivazioni, quel seno prima o poi non produrrà latte. Perchè insistere! Se la mamma non è convinta, non se la sente o si agita solo all’idea e, nonostante un confronto e un colloquio e tutte le informazioni del caso rimane di questo parere, quell’allattamento al seno non prenderà mai piede (e qui ho aperto il vaso di Pandora delle critiche, lo so).

Altra motivazione invece è un attacco sbagliato del piccolo al seno. Sembra una cavolata, ma vi assicuro che non è così. Se il bimbo si attacca male, vi fa male al seno, più precisamente al capezzolo e vi garantisco che vi passerà la voglia di attaccarlo, non mangerà nel modo giusto e quindi non prenderà latte a sufficienza e scatterà l’aggiunta con il biberon (su questo mi soffermo tra qualche riga). Quindi è fondamentale essere seguite dal primo istante in cui il vostro bambino punta il capezzolo! Non sottovalutate questo momento perché altrimenti sarà come un gatto che si morde la coda. Informatevi prima, portatevi dietro la vostra Ostetrica o state addosso al personale dell’ospedale perché vi guardino e vi guidino in questa nuova avventura, perché il seno non è scemo. La natura è meravigliosa e si adatta a tutte le condizioni. Se il bambino non si attacca, dopo un po’ il seno pensa “Perché sforzarmi a produrre latte se nessuno me lo prende. Basta! Mi dimetto!” ed ecco che non c’è più latte.
Lo stesso discorso vale per l’aggiunta con il biberon. Se il bimbo non si attacca, non mangia, non è soddisfatto, strilla come un’aquila e si va di bibe (ed ecco il gatto con la sua coda). Tra l’altro aggiungo che l’oggetto più comunemente regalato verso la fine della gravidanza con forme e tecnologie sempre più avanzate e studiate dai migliori ingegneri (sta di fatto che i bimbi continuano ad avere le coliche con i biberon) crea confusione nel bambino ed è deleterio per il seno. Tante pensano che la suzione con il biberon sia più semplice rispetto a quella del capezzolo, quindi il bambino diventa uno sfaticato e sceglie la via più semplice. In realtà sono due tipi di suzioni completamente diverse, perché mentre con il seno è il bimbo che grazie ai movimenti muscolari e ai suoi riflessi innati si tira fuori il latte, con la tettarella di plastica, il latte esce da solo e il bimbo deve bloccare il flusso per mandar giù quello che gli è andato in bocca. Questo comporta un movimento diverso della lingua.
Ciuccia della mamma = lingua spinge indietro
Tettarella di plastica = lingua spinge avanti

Questo nelle prime settimane crea una confusione pazzesca, perché se riescono a prenderne bene uno non capiscono come funziona l’altro (non perché sono tonti poverini, ma perché prima fanno una cosa e poi un’altra, così piccoli non si può pretendere già l’indipendenza assoluta).

Ultimissima cosa, se no non mi fermo più, è lo stress (salta sempre fuori!). Evitate le persone ansiose, evitate di prendere mille impegni o di preoccuparvi se sono rimasti i piatti da lavare in cucina (coinvolgete i nonni per aiutarvi nelle commissioni e nelle faccende di casa mentre voi genitori vi prendete cura dei piccoli, ne saranno più che felici). Bloccate sul nascere frasi come “Sei sicura che mangi abbastanza?” avete bisogno di circondarvi di persone positive e che vi diano fiducia perché è tutto un gioco di fiducia. So che non è semplice, ma sforzatevi di farlo, ne sarete felici e grate. E’ normale all’inizio non capirci niente, dopo tutto si sa che fare la mamma è il lavoro più complesso del mondo, ma abbiate fiducia in voi, nel vostro partner, nel vostro copro e nel vostro bambino. Non esiste un manuale per fare i genitori e per capire l’allattamento, ci vuole tanta pazienza, tanta attenzione e consapevolezza e vi assicuro che sarà meraviglioso!

Valentina 🙂

Valentina si presenta..

“Mi chiamo Valentina Vivirito e sono un’Ostetrica libera professionista.

Lavoro a domicilio delle donne e delle famiglie spostandomi con ogni mezzo a mia disposizione per entrare nelle loro case rispettando l’intimità e l’individualità di ogni nido e di chi ci abita.

Mi appoggio anche a diverse strutture nella provincia di Mantova per offrire servizi e prestazioni in diversi ambiti.

Dal 2013 ho iniziato ad interessarmi sempre di più alla cura del perineo femminile e da allora frequento diversi corsi di formazione, teorici e pratici sul tema.

Mamme, papà e i loro piccoli non sono gli unici che possono avere il sostegno di un’Ostetrica, perchè in realtà c’è molto altro dietro questa “magica” professione. Offro il mio sostegno nel rispetto della fisiologia e con un’assistenza personalizzata, con la consapevolezza che non si smette mai di imparare.

I più grandi insegnamenti li ricevo sempre dalle famiglie e dalle donne che mi danno l’onore di entrare nelle loro vite con la borsa del mestiere.”

Cell. 370 3574174

ostetricavalentinavivirito@gmail.com

ostetricavalentinamantova.com

Foto Ostetrica Valentina

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